Il pescatore e il businessman: Non aspettare per essere felice

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Vogliono farci credere che per essere felici sia necessario avere sempre di più.

Più soldi.

Più prestigio.

Più successo.

Più potere.

La verità è che siamo noi i complici della nostra infelicità, non accontentandoci mai e puntando sempre più in alto.

Senza godere delle vere gioie della vita, senza godere del vero piacere di vivere.

“Lavoriamo, lavoriamo e lavoriamo, inseguendo una ricchezza che non sarà mai sufficiente. Perché se quando hai zero ti sembra fantastica la prospettiva di avere 100, quando finalmente hai 100 pensi che sarebbe grandioso avere 1.000. E quando arrivi a 1.000 ti chiedi: “Perché non arrivare a un milione?” Nel frattempo il tempo passa inesorabile.

Con questa mentalità è impossibile essere felici.

Tim Ferris lo racconta benissimo in questa storiella tratta dal suo capolavoro “4 ore alla settimana“.

 

 

Il Pescatore e il businessman

Un uomo d’affari statunitense, su ordine del medico, si concesse una vacanza in un piccolo villaggio costiero messicano.

Incapace di prendere sonno dopo avere ricevuto una telefonata urgente dall’ufficio, si avviò verso il molo per schiarirsi le idee.

Lì era attraccata una minuscola imbarcazione con un solo pescatore, carica di tonni pinna gialla.

L’americano si complimentò con il messicano per la pesca.

«Quanto ci ha messo a pescarli?» domandò l’americano.

«Pochissimo tempo» rispose il messicano in un inglese sorprendentemente buono.

«Perché non sta fuori di più e prende più pesce?» domandò allora l’americano.

«È sufficiente per sostenere la mia famiglia e regalarne un po’ agli amici» disse il messicano mentre li scaricava in una cesta.

«Ma… Che cosa fa il resto del tempo?»

Il messicano alzò lo sguardo e sorrise.

«Dormo fino a tardi, pesco un po’, gioco con i miei figli, faccio una siesta insieme a mia moglie Julia, e giro per il villaggio ogni sera, dove bevo vino e suono la chitarra con i miei amigos. 
Ho una vita piena e impegnata, señor.»

L’americano rise e si allungò in tutta la sua statura.

«Signore, mi sono laureato a Harvard con un Master in Business Administration e posso darle una mano. 
Dovrebbe dedicare più tempo alla pesca e in questo modo potrebbe acquistare una barca più grande. In un attimo, con l’aumento dei profitti, potrebbe comperare numerose barche. Alla fine avrebbe una flotta di pescherecci.»

«Invece di vendere quello che pesca a un intermediario, potrebbe vendere direttamente ai clienti, e alla fine potrebbe aprire un conservificio. Controllerebbe il prodotto, la lavorazione e la distribuzione. Naturalmente dovrebbe lasciare questo piccolo villaggio costiero di pescatori e trasferirsi a Città del Messico, poi a Los Angeles e infine a New York, dove potrebbe gestire la sua impresa in espansione con un management appropriato.»

Il pescatore messicano domandò: «Ma, señor, quanto ci vorrà per tutto questo?».
Al che l’americano rispose: «Quindici, vent’anni. Massimo venticinque».

«E poi, señor?»

L’americano rise e disse: «Questa è la parte migliore. Al momento giusto, lancerebbe una IPO e venderebbe le azioni della sua società al pubblico diventando veramente ricco. Farebbe i milioni».

«Milioni, señor? E poi?»

«A quel punto potrebbe ritirarsi e trasferirsi in un piccolo villaggio costiero di pescatori, dove potrebbe dormire fino a tardi, pescare un po’, giocare con i suoi figli, fare una siesta insieme a sua moglie e girare per il villaggio la sera, per bere vino e suonare la chitarra insieme ai suoi amigos…»

 

 

La più grande malattia della società moderna

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Cosa ti ha insegnato questa storia?

Non ti riconosci almeno un po nel businessman americano?

Non ti è stato insegnato di puntare sempre più in alto senza mai accontentarti?

Siamo letteralmente ossessionati dalle ambizioni, dal desiderio di fare carriera e dal potere che ne deriva.

Ormai quello che pensano gli altri di te è più importante di quello che pensi di te stesso… apparire è più importante di essere.

Ma io mi chiedo…  è veramente questa la strada giusta?

 

 

Non aspettare per essere felice

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Viviamo nel mondo del “se”.

“Se” solo avessi più soldi sarei felice.

“Se” solo avessi un lavoro meno stressante sarei felice.

“Se” solo avessi una fidanzata sarei felice.

“Se” solo potessi viaggiare di più sarei felice.

Con questa mentalità potresti aspettare per sempre… perché quello che hai non basta mai.

SMETTILA con le scuse e inizia a prenderti le tue responsabilità perché la felicità dipende solo ed esclusivamente da te e dalle tue decisioni.

È proprio questa la mentalità del businessman: pensare di non avere mai abbastanza e finire per rimandare continuamente la propria felicità.

 

Prima di salutarti ricordati sempre…

Scelte facili, vita difficile.

Scelte difficili, vita facile.

 

 

Anche oggi è arrivato il momento di salutarci 🙂

Allora cosa dici?

Ti è piaciuto questo articolo?

Condividilo con tutte le persone a cui vuoi bene!!

Ci sentiamo presto

Giorgio

 

 

 

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4 pensieri riguardo “Il pescatore e il businessman: Non aspettare per essere felice

  1. Giorgio, con estrema semplicità voglio dirti di condividere al 100% questo articolo e voglio congratularmi con te per la fisolofia che cerchi di diffondere col tuo sito e che, personalmente, anche io conduco ormai da un paio d’anni. Vai avanti così!

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