Come recuperare le minusvalenze

Questo articolo è fondamentale se vuoi sapere come recuperare le minusvalenze e soprattutto se vuoi sapere cosa sono.

Se hai ricevuto a casa dalla tua banca almeno una volta una lettera con scritto “certificazione delle minusvalenze” è importante che tu sappia esattamente di cosa si tratta e soprattutto cosa fare per recuperare questo “credito fiscale”.

E’ un argomento molto complicato ed elaborato ma voglio provare a rendere il tutto più facile possibile.

Riesco a fare la differenza (almeno ci provo) spiegando cose difficili in modo semplice, in modo che la consapevolezza sia alla portata di tutti… anche se non ci capisci niente di finanza.

Iniziamo in un modo un po’ brusco per fare chiarezza.

Punto primo.

Se hai ricevuto la certificazione delle minusvalenza significa semplicemente che hai perso soldi in qualcuno dei tuoi investimenti… lo dice il nome stesso MINUS – VALENZA ovvero minor valore.

Punto.

Ti faccio un esempio per capire meglio.

Se hai investito ad esempio 10.000 euro e hai venduto lo stesso titolo a 9.000 hai generato una minusvalenza di 1.000.

Questa minusvalenza ti verrà riconosciuta e certificata con delle particolari attestazioni che ti vengono spedite dalla banca e che teoricamente dovresti ricevere a casa o nell’home banking.

Punto secondo.

La cosa positiva è che è possibile recuperare queste minusvalenze, e sono utilizzabili fino a 4 anni dopo l’operazione che le ha generate.

Punto terzo.

La cosa negativa è che non tutti gli strumenti ti permettono di recuperarle… ma parleremo di questo nei prossimi paragrafi.

Punto quarto.

Attenzione. Se hai delle minusvalenze non significa che hai perso soldi in senso assoluto, perché magari nel frattempo hai ricevuto delle cedole o dei proventi superiori all’importo della minusvalenza stessa.

 

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Cosa sono le minusvalenze?

Nella contabilità finanziaria o economica, la minusvalenza (in inglese, capital loss) è la differenza tra un prezzo di vendita più basso e uno di acquisto più alto oppure della una diminuzione di redditività che in un certo lasso di tempo assumono un’attività finanziaria o un immobile.

Non si tratta di un costo vero e proprio, ma di un concetto contabile.

Praticamente ottieni una minusvalenza ogni volta che vendi un titolo ad un prezzo più basso rispetto a cui l’hai comprato generando quindi una perdita sul capitale.

La plusvalenza (in inglese, capital gain) è il concetto contrario, ovvero l’aumento di valore che in un certo lasso di tempo assumono dei valori mobiliari (ad esempio, azioni, obbligazioni o derivati) o dei beni immobili.

Praticamente ottieni una plusvalenza ogni volta che vendi un titolo ad un prezzo più alto rispetto a quello a cui l’hai comprato generando quindi una perdita sul capitale.

La diminuzione o l’aumento di valore sono rilevanti ai fini fiscali: le plusvalenze (ovvero i guadagni realizzati con la vendita rispetto al prezzo d’acquisto) sono gravate da imposte dirette che in italia variano dal 12.50% al 26% (per ora).

Allo stesso modo se si decide di vendere uno strumento finanziario in perdita si darà vita una minusvalenza, ovvero un credito fiscale utilizzabile fino a 4 anni dopo l’operazione in oggetto.

La cosa più difficile da capire è che non tutti gli strumenti finanziari ti permettono di recuperare delle minusvalenze (in realtà questa cosa non ha senso ma prendiamo atto di come funzionano le cose e agiamo di conseguenza).

 

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Come recuperare le minusvalenze

Le minusvalenze vengono generate dalla vendita “in perdita” di qualsiasi strumento finanziario (fondi, etf, azioni ecc), qualsiasi.

Al contrario possono essere compensate solo ed esclusivamente dagli strumenti che producono “redditi diversi”

Generano “redditi diversi” e  quindi permettono di recuperare minusvalenze:

  • le azioni (solo guadagni di capitale, no dividendi)
  • le obbligazioni (solo guadagni di capitale, no cedole)
  • gli Etc (fondi su commodities)
  • i Certificates;
  • i Derivati (opzioni e futures)

Generano “redditi di capitale” e quindi NON possono compensare minusvalenze:

  • gli ETF;
  • i fondi comuni di investimento;
  • le cedole delle obbligazioni;
  • i dividendi delle azioni.

Puoi utilizzare la tabella qui di seguito come punto di riferimento e linea guida nel caso tu faccia confusione con questi concetti abbastanza particolari.

 

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Come recuperare le minusvalenze dei fondi

In realtà dovresti averlo capito già nel paragrafo precedente ma voglio farti un esempio pratico per aiutarti a capire meglio.

Amo gli esempi perché mi permettono rendere facilmente comprensibili cose che in realtà sono tutto tranne che semplici.

Esempio.

Ho comprato un fondo di investimento XXX a 10.000 euro e dopo un anno l’ho venduto a 8.000 euro generando cosi una perdita di 2.000 euro e una relativa minusvalenza di pari valore.

Nota: Non importa che investimento possiedi perché TUTTI gli strumenti finanziari venduti creando una perdita di capitale generano una minusvalenza

Qualche giorno dopo decido di vendere anche:

  • Fondo di investimento YYY con un guadagno di 1.000 euro
  • Azione ZZZ con un guadagno di 2.500 euro

 

Cosa succede da un punto di vista fiscale?

Il guadagno che deriva dal fondo di investimento è considerato un reddito di capitale e quindi sarò costretto a pagare il 26% di tassazione (pari a 260 euro) senza poter compensare le minusvalenze accumulate.

Nel caso invece del guadagno azionario (reddito diverso) potrò compensare totalmente le minusvalenze accumulate pari a 2.000 euro, e dovrà pagare il capital gain solo sulla differenza ovvero su 500 euro.

Riepilogando, la formula che possiamo utilizzare è la seguente:

plusvalenza sui redditi diversi – minusvalenza accumulata= tassazione dovuta

 

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Cosa fare se hai minusvalenze da recuperare

Da quello che hai potuto capire nel caso tu abbia delle minusvalenze da recuperare è necessario creare un portafoglio di investimento che ti permetta di farlo.

Cosa vuol dire?

Significa semplicemente inserire all’interno dei tuoi investimenti anche strumenti finanziari che generano redditi diversi ovvero:

  • le azioni (solo guadagni di capitale, no dividendi)
  • le obbligazioni (solo guadagni di capitale, no cedole)
  • gli Etc (fondi su commodities)
  • i Certificates;
  • i Derivati (opzioni e futures)

Fatalità questi sono anche gli strumenti più “difficili” da gestire e che richiedono di una strategia di investimento vera e propria e che non possono essere lasciata al caso.

Se hai solo fondi (come spesso avviene in banca) non puoi pensare di compensare nemmeno 1 euro.

Non per cattiveria ma semplicemente non puoi farlo perché i guadagni sui fondi di investimento generano reddito di capitale che non ti permette di farlo.

E’ quindi indispensabile creare un portafoglio specifico in base alla tua situazione prendendo in considerazione anche la data di scadenza delle minusvalenze stesse.

Per finire ti voglio dire che in molti casi provare a recuperare le minusvalenze non ha senso.

Quindi valuta in modo consapevole la cosa migliore da fare.

 

Prima di salutarti ricordati sempre…

Scelte facili, vita difficile.

Scelte difficili, vita facile.

 

 

Anche oggi è arrivato il momento di salutarci 🙂

Allora cosa dici?

Ti è piaciuto questo articolo?

Condividilo con tutte le persone a cui vuoi bene!!

Ci sentiamo presto

Giorgio

 

 

 

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