La truffa dei buoni fruttiferi e libretti postali 2018

Oltre 26 milioni di italiani investono i propri soldi nei buoni fruttiferi e libretti postali nel 2018 senza sapere che si tratta di una vera e propria truffa a cielo aperto… il tutto condito anche da pubblicità in TV.

In realtà se hai fatto questo tipo di investimento non corri il rischio di perdere soldi… corri “solo” il rischio di non guadagnare un fico secco per i prossimi 5 anni.

Ti sembra un buon investimento tener depositati i tuoi soldi per 5 anni e trovare che i tuoi (ad esempio) 6000 euro sono cresciuti della bellezza di 1 euro?

1 euro di guadagno dopo 5 anni dovrebbe essere illegale! (poi vedremo tutto nel dettaglio)

E se decidessi di lasciarli di più?

Proprio qui volevo arrivare.

Ti sembrerà ancora più assurdo sapere che i tuoi 6000 euro investiti (cifra di esempio) per 20 anni (vent’anni!!!) in un buono ordinario possono diventare a malapena 7600 euro.

Praticamente se investi 6000 quando hai 40 anni ti trovi a 60 anni con 7600 euro 🙂 mi viene da ridere

Dai per favore non prendiamoci in giro.

A fare scalpore è stato questa pubblicità che è stata pubblicata nei principali canali italiani praticamente a tutte le ore (puoi vederla qui sotto)

Lo spot televisivo delle Poste propone i buoni postali come “soluzione ideale per qualsiasi tipo di investimento”, pronti a “garantire il capitale in ogni momento” e “a farlo crescere nel tempo”.

Dalla pubblicità inoltre sembra che il capitale cresca rapidamente in modo rapidissimo e lo puoi notare nel video quando vedi il ponte che si costruisce rapidamente( un ponte cosi rischia di crollare in pochi anni).

Tra poco vedremo perché tutto questo non è assolutamente vero e perché non dovresti farti fregare.

Iniziamo vedendo nel dettaglio come funzionano i buoni ordinari e i libretti postali in modo che sia tutto chiaro e trasparente anche per chi non è esperto in materia finanziaria.

 

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La tassazione dei buoni fruttiferi e dei libretti postali

Come su tutti gli strumenti di investimento, anche su buoni fruttiferi e libretti postali si applicano delle ritenute fiscali sui guadagni.

I buoni postali sono soggetti ad un imposta del 12,5% sui guadagni.

Per gli interessi sui libretti postali l’aliquota fiscale ammonta al 26% come per quasi tutti gli altri strumenti finanziari (ad esclusione dei titoli di stato).

E per quanto riguarda l’imposta di bollo?

I libretti postali sotto i 5000 euro sono esenti dall’imposta di bollo, superata questa soglia l’imposta è di 34,20 euro.

Per i buoni fruttiferi si applica un bollo “classico” tipico dei normali strumenti finanziari pari allo 0,20% sul valore di rimborso, con la solita esenzione se di importo inferiore a 5000 euro.

Quindi anche qui come puoi vedere le spese non sono a zero, su qualsiasi strumento finanziario c’è sempre e comunque almeno un’imposta da pagare.

 

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E’ possibile perdere i soldi investiti in buoni fruttiferi e libretti postali?

Nell’annuncio pubblicitario è usato come punto di forza la frase “il capitale non può mai perdere di valore” oppure anche “con buoni e libretti postali non si rischia nulla”…

Ma volendo proprio essere pignoli non è proprio cosi.

Certo, investendo meno di 5000 euro, con l’esenzione dall’imposta di bollo il rendimento sarà sempre positivo anche se di una somma ridicola.

Ma in questo calcolo ci siamo dimenticati una variabile importantissima.

Di cosa si tratta?

Della nostra amata inflazione.

L’inflazione non è altro che la svalutazione “automatica” del potere d’acquisto dei nostri soldi che avviene anno dopo anno.

Vuoi un esempio semplice?

Non so se ti ricordi ma mio nonno mi ha sempre raccontato che quando era giovane ha costruito la sua casa con 500’000 lire (cinquecentomila).

Ora facendo un conto rapido, possiamo dire che 500’000 lire equivalgono a circa 250 euro.

E ai tempi moderni con 250 euro se sei bravo ci fai un weekend.

Cos’è successo quindi al potere di acquisto di quei 500’000 euro che negli anni 60 ti permettevano di comprare una casa mentre ora è già tanto se riesci a farti un weekend?

E’ la forza “distruttrice” dell’inflazione.

L’inflazione in realtà non è un male ma se investi in buoni o libretti postali è il tuo più grande nemico.

 

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Quanto rendono veramente i buoni ordinari e i libretti postali?

Come puoi vedere dalla tabella qui sopra che simula l‘investimento in un buono postale ordinario di 1000 euro, il rendimento è veramente ridicolo.

E come se non bastasse per i primi 4/5 anni il rendimento è praticamente zero.

 

Ora vediamo un buono postale di 6000 euro dove quindi oltre alla tassazione sui guadagni, viene applicata anche l’imposta di bollo.

Con il superamento della soglia dei 5000 euro, necessaria per l’esenzione dell’imposta di bollo, il rendimento in percentuale è ancora più ridicolo.

Ma attenzione non è finita qui!!

Ora vediamo il colpo di grazia.

Come hai potuto vedere nelle tabelle precedenti con un buono o libretto postale avresti comunque un guadagno, anche se veramente minuscolo.

Ma la realtà è un’altra.

Se applico una fisiologica inflazione al rendimento di questo strumento finanziario che storicamente si aggira sul 2% il rendimento dei buoni e libretti postali diventa pesantemente negativo!!

Quindi, considerando un’inflazione normale cosa ti puoi aspettare?

Che 1000 euro investiti per 20 anni diventino 871 euro…

Che 6000 euro investiti per 20 anni diventino 5121 euro…

VERGOGNOSO!!

 

 

Anche oggi è arrivato il momento di salutarci 🙂

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Ci sentiamo presto

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